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“Il colore in un dipinto è come l’entusiasmo nella vita.”
(Vincent Van Gogh)

Chiudete gli occhi e immaginatevi seduti in un parco con il vostro “bento” ad ammirare il risveglio della natura. In Giappone è l’Hanami.

Quest’anno non possiamo visitare la destinazione per la pandemia ma possiamo coinvolgere i nostri sensi per respirare da lontano questa esplosione di colori.

Che cosa è l’Hanami?

La traduzione letteraria è “ammirare i fiori” e in Giappone si tratta di una vera e propria tradizione iniziata 1300 anni fa, diffusasi poi in tutto il mondo.  L’evento coinvolge tutto il paese a 360° e viene puntualmente organizzato. L’hanami non era inizialmente legato al fiore di ciliegio non sakura, ma gli ume (prugni), solo in seguito, per via della loro incredibile bellezza, si focalizzò sui ciliegi.

C’è una leggenda che narra di un sacerdote vissuto nel VII secolo d.C., conosciuto col nome di Enno Ozuno. Secondo questa leggenda fu lui a piantare i primi alberi di ciliegio in Giappone e per proteggerli lanciò una maledizione su chiunque avesse provato ad abbattere quelle piante. Da quei ciliegi sono derivate tutte le varietà e gli ibridi che si trovano oggi.

L’osservare i fiori era inoltre una pratica inizialmente destinata ai ceti abbienti, durante la quale si beveva sakè e si declamavano poesie dedicate alla bellezza delle rosee piante e alla quale partecipavano solo nobili, samurai e poeti. Solamente in seguito, nel periodo Edo, la tradizione si diffuse ai ceti meno abbienti, fino a diventare una festa nazionale.

Il vero senso della tradizione dell’Hanami non risiede nella mera osservazione della bellezza dei fiori, ma anche e soprattutto nel sentimento di malinconia creato dalla loro caduta. Poiché il sakura è un fiore che sboccia in modo molto appariscente ma dura per pochi giorni, è diventato il simbolo della stagionalità, della caducità della bellezza e, per estensione, della vita L’Hanami non è una ricorrenza triste, bensì gioiosa. Per i giapponesi questo senso di caducità non è motivo di depressione, ma al contrario di festa: “se la vita è breve bisogna godersela a pieno”. Non dimentichiamoci infatti che buona parte della celebrazione della fioritura risiede proprio nel ritrovarsi in un parco con un gruppo di amici o familiari e consumare un picnic

Non è possibile sedersi sulla corteccia? All’ inizio aveva un significato divinatorio, si credeva infatti che sotto la corteccia delle piante vivessero i Kami (dei shintoisti della natura), venivano quindi venerate con offerte per ricevere in cambio buoni raccolti agricoli, si pensava inoltre che il periodo della fioritura indicasse il miglior momento per la semina del riso

La metafora del sakura è centrale nel buddismo, soprattutto nel buddismo zen, dove il fiore del ciliegio ricorda ogni anno la natura effimera di tutte le cose, anche di quelle apparentemente destinate a durare.

Non a caso, in particolare i Samurai venivano paragonati ai fiori di ciliegio: la loro vita era magnifica e potente ma sempre pronta a spegnersi nel momento di maggiore vigore.

Il bushido, ovvero la morale e la vita dei samurai, ha una simbologia profondamente intrecciata con quella del sakura: come il ciliegio mette tutta la sua energia in piccoli fiori modesti, ma che insieme danno vita ad uno spettacolo maestoso, così i samurai con la loro singola modestia possono formare un’armata molto forte. In battaglia, i samurai affrontavano gli scontri con lo spirito del sakura e ne imitavano l’insegnamento in ogni aspetto della propria vita: mettere il massimo impegno e dedizione in ogni cosa, senza che la paura della morte possa influenzare i propri comportamenti

Quando Avviene?

Le date esatte della fioritura dei ciliegi vengono comunicate ogni anno dall’Agenzia Meteorologica Giapponese, permettendo quindi un’organizzazione puntuale dell’Hanami. Vi consigliamo quindi di prenotare il vostro viaggio basandovi sulle date comunicate l’anno prima oppure di attendere le previsioni che l’Agenzia dirama normalmente verso fine gennaio.

In cosa consiste?

I fiori protagonisti dell’hanami sono i fiori di ciliegio (sakura in giapponese) e in misura minore quelli degli alberi di prugne (ume) e possono essere ammirati sia di giorno sia di notte. ’albero più comune per la pratica degli hanami nel Sol Levante è sempre stato il ciliegio, di cui ne esistono molte varietà ed ibridi, ma la più popolare è la Somei Yoshino, caratterizzata da bellissimi fiori bianchi con leggere sfumature rosa.

Come vivono i giapponesi l’hanami?

i giapponesi si fermano a guardare lo spettacolo meraviglioso di milioni di fiori che sbocciano tutti insieme e nel momento della massima fioritura (mankai) lasciano cadere nel vento i petali dando luogo ad una pioggia rosa che riempie parchi e corsi d’acqua. 

Esiste solo un tipo di sakura?

Ne esistono di 3 tipi:

  • Hitoe, con 5 petali.
  • Hanyae, con un numero di petali che va da 6 a 10.
  • Yae, più di 10 petali. 

Quando si parla di ciliegi giapponesi ci si riferisce alla varietà “Somei yoshino” hitoe dal colore rosa pallido, ma molto presenti sono anche la varietà “Ichiyo” più tardiva e corposa con i suoi 20 petali, e la “Kikuzakura” dalla tipica forma a pompon e adatta ai ritardatari, dato che fiorisce due settimane dopo la classica Somei Yoshino.

Anche la sera?

In questo modo chiunque può prepararsi per tempo per l’occasione progettando serate all’aperto (Yozakura よざくらSakura Serale) o pic nic la mattina in parchi come l’Ueno Park. Le passeggiate si prolungano fino a sera tardi dove, grazie alla complicità del bagliore lunare e alle chochin (ちょうちん) accese (lanterne di carta), l’evento diventa un vero spettacolo suggestivo con un’ atmosfera che di sicuro giova moltissimo alle giovani coppie di innamorati.

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info@giapponeautentico.it

Michela Massari”

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